In questo lungo crepuscolo della democrazia rappresentativa, l'idea stessa di politica - un tempo partecipazione attiva di un'intera comunita alla vita sociale - rischia di perdere ogni rilevanza proprio perche e stata ridotta a mera tecnica dell'organizzazione statuale, oltretutto affidata a gruppi di professionisti - politici, certo, ma anche burocrati, magistrati, militari, ecc. - che praticano una forma di manipolazione istituzionale detta governo . Ma cosi si rischia di perdere anche il senso di cio che significa essere cittadini, uno status ormai confuso con l'essere semplici elettori e contribuenti, ovvero ricettori passivi di beni e servizi forniti da uno Stato onnipotente e pervasivo. Tuttavia questa deriva non e affatto irresistibile, ci dice Bookchin, che mostra come siano esistite ed esistano concrete alternative alla statualita, in grado di opporsi alla dissoluzione della comunita e allo smarrimento del senso di cittadinanza che questa ha prodotto. Ne esce un piccolo manuale di democrazia diretta, decentramento amministrativo e federalismo, rivisitati alla luce degli ultimi cento anni di storia sociale.