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Antropologia della comunicazione visuale
Tallenna

Antropologia della comunicazione visuale

pokkari, 2017
italia
L'ipotesi del libro muove verso un'antropologia-non-antropocentrica, estesa nelle sensorialit biografiche di cose-oggetti-merci e di animali-piante-minerali tra ecologie mentali, animismi digitali, paradossi vincolanti. A tal fine, il feticismo metodologico disloca le diverse genealogie del feticcio per dirigersi verso le liberazioni possibili di un meta-feticismo oltre le reificazioni. I mass media tradizionali definiscono sempre meno la rivoluzione digitale: il concetto di massa morto; si sta esaurendo la "mediazione" dei media tra industria culturale e un pubblico compatto; infine, nelle culture digitali ciascun soggetto pu decentrare la sua narrativa. Il concetto di social network un paradosso linguistico. Il network (e il web) dissolve la societ nel suo significato industrialista; per cui l'uso inglese di social indica un genere tipologico deprivato della connotazione storica di societ . Social trasforma societ in codice. L'ubiquit il concetto-chiave nelle pratiche della comunicazione digitale che modifica la percezione delle coordinate spazio-temporali, in un soggetto ubiquo che transita tra metropoli comunicazionale e culture digitali. Per questo, il web ubiquo e l'ubiquit caratterizza identit coesistenti nelle esperienze del singolo individuo. Il testo applica il feticismo metodologico nell'introduzione, lo stupore etnografico nelle ricerche, l'ubiquit polifonica nell'antropologo, lo sguardo sincretico nella composizione narrativa. La comunicazione visuale costituisce il centro decentrato e frammentato della cultura intesa antropologicamente, per questo attraversa diversi generi: cinema di fiction e documentario nativo, televisione e serial, fotografia e brand, pubblicit profumata, design personalizzato, architetture impure, voce-off in maschera etc.. La trama narrativa connette l'ecologia di Bateson e il videodrome di Cronenberg, il profumo performato di Kenzo e le strade smarrite di Lynch, le teste mozze di Pasolini, le Thriller Girl di Kracauer e gli storni romani, fino all'auto-rappresentazione di ego-ubiquo e io-porno affacciati sul meta-feticismo. Massimo Canevacci un antropologo "indisciplinato" e "ubiquo". Le sue ricerche etnografiche hanno attraversato la citt polifonica di S o Paulo e la linea di polvere nel villaggio Bororo; i sincretismi culturali e i feticismi visuali; la comunicazione digitale e le culture eXtreme. Ha insegnato Antropologia Culturale e Arte e Culture Digitali presso l'Universit degli Studi di Roma "La Sapienza". Come Visiting Professor stato invitato in diverse universit Europee, Tokyo (Giappone), Nanjing (China). Attualmente Visiting Professor nella cattedra "Edward Said" - Universit di S o Paulo UNIFESP, eppure la sua condizione di semi-esiliato non sembra ancora finita.
Alaotsikko
Esplorazioni etnografiche attraverso il feticismo metodologico
ISBN
9788874901807
Kieli
italia
Paino
372 grammaa
Julkaisupäivä
30.12.2017
Kustantaja
Postmedia Books
Sivumäärä
276