È la casa, luogo di ritrovo e incontro di tutta la famiglia, il centro nevralgico di questo romanzo, che è al tempo stesso una chiara denuncia e una fotografia tragicomica dei vizi e delle contraddizioni della borghesia italiana di inizio Novecento. È tra le mura domestiche che i membri della famiglia indossano e tolgono le proprie maschere con maggior naturalezza, ed è sempre all''interno della casa che vengono risolte le questioni spinose che non devono raggiungere l''orecchio del pubblico. La casa, solitamente intesa come luogo sicuro e protetto di reale autenticità, diventa in questo romanzo - attuale all''epoca come oggi - specchio di ipocrisia e origine di malizia e menzogne. Soltanto scoperchiando la casa, mettendone a nudo le fondamenta e mostrando il lato oscuro dei suoi abitanti, l''autore riesce a mettere in luce le vere debolezze della società borghese e il fallimento definitivo dei suoi valori.