Minh Tran Huy intreccia memorie collettive e personali in un romanzo che da voce a chi, rimasto nell'ombra, e stato costretto a mettersi in viaggio e a rompere con le proprie radici. In un'estate newyorkese, la narratrice Line scopre la figura di Albert Dadas, operaio francese affetto dalla "e;follia del fuggiasco"e; e si appassiona alle esistenze dei "e;viaggiatori loro malgrado"e;. In un percorso narrativo che pian piano la riconduce a esperienze sempre piu personali, la protagonista ripercorre le vicende della giovane atleta somala Samia, dello zio Thin, della cugina Hoai, e soprattutto quella del padre, morto da poco, fuggito in giovane eta dal Vietnam devastato dalla guerra. Line, desiderosa di sciogliere i nodi di un passato a lungo taciuto e riportare alla luce la storia della sua famiglia, instaura una sorta di dialogo in assenza con il padre, ne rievoca la voce e la memoria, sottraendole all'oblio. Un libro dalla scrittura delicata e suggestiva che s'interroga sull'identita e sulla condizione di chi subisce lo sradicamento dalla cultura d'appartenenza.