E possibile che la poesia montaliana sia sulle tracce della terra di Canaan? Pervaso da un profondo senso dell'arca , Eugenio Montale ha sviluppato un progressivo interesse sin dagli Ossi di seppia e poi nel cuore delle Occasioni e della Bufera e altro - come di recente ha notato la critica piu attenta - verso la cultura e la mistica ebraica. Non una ricerca sistematica, ne tanto meno dogmatica: vale per lui quello che disse di Kafka, il simbolo brilla di luce solare e sconfigge ogni interpretazione esclusiva . Eppure nel Femminile cabalistico delle destinatarie della sua lirica, nel "e;simbolismo autoriflesso"e; della sua attivita di traduttore e persino nel ruolo di inviato del Corriere della Sera (particolarmente nei viaggi in Siria e in Palestina), Montale - novello Zaccheo, Nestoriano smarrito - ha intravisto il sacro biblico ed evangelico, problematizzandolo. L' iddia che non s'incarna e il Dio con la barba ne sono testimonianza. Ne e testimonianza anche l'orto del Getsemani: li, per ammissione dello stesso Montale, nemmeno il cuore piu indurito puo trattenere la commozione vedendo la piu che bimillenaria lastra di pietra sulla quale il Salvatore, per lunga e ininterrotta tradizione, si adagio e pianse .