A Louise Michel, la comunardaIo sono la Comune. La moltitudine dei senza nome. Il fuoco che sprigiona un tempo nuovo. La festa di cio che diviene. La felicita di ciascuno e di tutti. Io sono la Comune, il tempo che rinasce e divampa, il tempo che si riproduce per scissione, a due a due come le ciliegie, in una catena infinita e senza centro. Io sono la Comune, e dunque non sono Io, ma la disseminazione dei corpi e delle anime confusi in un grappolo di suoni senza fine. Io sono la Comune, che non puo morire, e danza. Parigi, marzo 1871Consacrata a simbolo stesso della Comune di Parigi da Victor Hugo, che le dedico la poesia Viro Major, Louise Michel si schiero sempre dalla parte degli ultimi, umani o animali che fossero, con un'abnegazione talmente assoluta che le valse l'appellativo di santa anarchica . Questo racconto a piu voci di quella che fu la piu nota incendiaria parigina ci narra al contempo l'epopea di quei giorni, fatti di speranze e barricate. Ed e proprio per quelle barricate che questa istitutrice libertaria, dopo essersi esercitata nei luna-park per imparare a sparare, lascia il servizio nelle ambulanze (e il tradizionale ruolo attribuito alle donne negli eventi rivoluzionari) per trasformarsi nella strenua combattente cantata anche da Paul Verlaine. Certo la paghera cara, con la prigionia e la deportazione, ma Louise sapeva che il tempo delle ciliegie, la primavera di emancipazione, prima o poi sarebbe arrivata. E ha vissuto per questo.